Aboliamo il suffragio universale

Aboliamo il suffragio universale

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Quante volte avete sentito dire come il suffragio universale sia stata una conquista per la democrazia e un necessario passo verso la civiltà. Ma è davvero così?

A pensarci bene ci sono due aspetti del diritto al voto: uno si riferisce al mero diritto di recarsi alle urne. Ma un altro, e dal mio punto di vista assai più importante, al merito del voto, ovvero ciò che si va a votare.

Nella nostra Repubblica tutti i maggiorenni hanno diritto al voto, ovvero il primo aspetto citato, ma su quali argomenti? Noi votiamo per nominare un rappresentate che sieda in parlamento per esprimere le nostre preferenze. E come funziona tutto ciò? Durante la campagna elettorale, con slogan, poster, dibattiti, proclami e programmi politici ci viene spiegato cosa i vari candidati vogliono portare avanti durante il loro mandato, quali sono le loro opinioni ecc. Ma tutti sappiamo che quello che la campagna elettorale serve a fare è creare consenso. Un politico crea consenso attraverso una serie di promesse come “Meno tasse per tutti”. Tuttavia molto spesso, nella stragrande maggioranza dei casi, tali proclami sono fatti esclusivamente per fare appello alle emozioni delle persone e non alla loro mente e alla loro capacità critica. Si tratta di creare una preferenza basata sul piacere da un lato e su falsi proclami dall’altro al fine di ottenere una posizione di potere.

La presente legge elettorale è una barzelletta, tant’è che non abbiamo vergogna a chiamarla Porcellum, ma ammettiamo che non sia la solita schifezza italiota. È veramente così rilevante votare uno che faccia e nostre veci in parlamento? O forse ancora più importante sarebbe essere in grado di votare su questioni come la costituzione, le manovre finanziarie, le leggi ordinarie ecc?

In buona sostanza è più importante votare la persona o il contenuto?

Ma facciamo un passo indietro. In ogni civiltà, popolo, nazione, tribù e famiglia, c’è sempre stato un momento che ha segnato il passaggio delle nuove generazioni nell’età adulta. Ciò perché i bambini non sono maturi per fare tutte le scelte per la loro sopravvivenza. Infatti deve essere loro garantito un periodo nel quale crescere, maturare e fare tutte le esperienze necessarie per diventare adulti, il che include fare errori ecc. Ma questi passaggi non riguardano solo l’infanzia e l’età adulta. Il battesimo, la comunione e la cresima per esempio sono riti di passaggio. Il matrimonio e la laurea sono anche riti di passaggio. Ovvero tutti questi riti stanno a significare un cambiamento di stato. Una persona passa da uno stato, “non-coniugato” ad un altro “coniugato”.

Detto questo, ci sono una particolare categoria di riti che sono definiti di iniziazione. L’iniziazione permette al partecipante l’uscita da uno status in funzione dell’entrata in uno status diverso. Tuttavia questo è possibile solo attraverso il superamento di una o più prove. Il superamento di tali prove garantisce tale passaggio. Che si tratti di una prova di coraggio, come nelle tribù indiane, o di conoscenza come la tesi di laurea, non importa, si tratta di un momento di prova e verifica, che sta a dimostrare che una persona possiede i necessari requisiti per far parte di un gruppo diverso, o status.

Ora dal momento che il voto determina il futuro del paese e praticamente tutto nelle nostre vite, non sarebbe forse il caso che a votare siano persone che hanno gli strumenti mentali per comprendere ciò che stanno facendo? Se per guidare un auto abbiamo bisogno di superare non uno ma tre esami, al fine di garantire l’incolumità e la sicurezza, come mai per votare in politica non è necessaria provare niente ma è sufficiente respirare?

Forse perché manipolare la masse non pensanti è facile! A tale scopo fu inventata quella che si chiama Pubbliche Relazioni, che altro non è se non la manipolazione della percezione del mondo. Forse perché se votassero solo persone in grado di comprendere concetti come l’etica e la morale non lascerebbero mai dei condannati andare a sedere in parlamento?

Beppe Grillo tempo fa lanciò un’iniziativa chiamata parlamento pulito, tesa appunto ad eliminare dal parlamento persone con condanne definitive. Ma io vi chiedo: si può avere un parlamento pulito e una popolazione lurida? Fintanto che avremo persone che non sono in grado di comprendere cos’è l’etica e la morale non avremo un voto etico e morale. Non si può pulire il parlamento e lasciare il resto sporco.

Forse è il caso che sottoponiamo il voto a un rito di passaggio, previa iniziazione e superamento di prove, nelle quali o si dimostra la capacità di pensare e la comprensione dell’etica e della morale o altrimenti non si vota. Punto e basta! Non importa l’età, il sesso, l’appartenenza razziale o etnica. 

Così non avremo bisogno di un parlamento pulito quando un politico non convincerà nessuno dicendo “Meno tasse per tutti” o qualunque altro slogan che fa leva sulle emozioni delle ignoranti e subumane masse. Se non usi il cervello per pensare allora accomodati nella posizione alla quale appartieni. Questa sarebbe la fine della casta e la fine della corruzione che dilaga nel nostro paese.

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