BPA: siamo tutti sotto attacco

BPA: siamo tutti sotto attacco

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È probabile che non abbiate mai sentito nominare il bisfenolo A (BPA) eppure ne siete entrati in contatto quando avete messo la bocca sul vostro primo biberon.

Il BPA è un composto organico fondamentale nella sintesi di plastiche e additivi plastici. La sua produzione annua è di circa 2–3 milioni di tonnellate ed è uno dei monomeri principali nella produzione del policarbonato.

Il bisfenolo A altera l’attività dell’apparato endocrino, attivando i recettori degli ormoni e può quindi avere effetti negativi sulla salute. Studi sperimentali hanno dimostrato che il bisfenolo A mima l’azione degli estrogeni, essenziali nello sviluppo cerebrale, a tal punto che anche dosi minime di questa sostanza possono inibire del tutto l’azione degli estrogeni sulla crescita neuronale.

Nel 2008 alcuni studi hanno dimostrato la sua tossicità, gli effetti cancerogeni e gli effetti neurotossici, tanto da essere eliminato da molti prodotti, soprattutto quelli per i bambini, come biberon e giocattoli. Studi recenti lo hanno correlato ad un maggior rischio di obesità dando impulso per l’attività degli adipociti. Hanno confermato che esposizioni prolungate durante l’adolescenza possono favorire lo sviluppo di tumori.

Oggi si scopre come il Bisfenolo A non sia dannoso solamente per gli infanti, ma anche per gli adulti. L’Università di Exeter citata poc’anzi, in collaborazione con l’European Center for the Environment and Human Health, è infatti giunta ai risultati di un immenso follow up che, sull’arco di dieci anni, ha testato i livelli di Bisfenolo A nelle urine di quasi 800 persone, per poi capirne le eventuali implicazioni sulla salute. I dati sono preoccupanti: le persone che nel campione si sono maggiormente esposte al composto nocivo, soprattutto tramite alimenti in scatola o lattine pre-trattate, hanno dimostrato una maggiore sensibilità per patologie cardiache anche gravi, come problemi alle valvole del cuore o veri e propri infarti.

Dall’analisi è emerso che il 25% della popolazione con i più alti livelli di BPA presentava una probabilità 2 volte maggiore di avere malattia cardiaca e/o diabete, rispetto al 25% con i più bassi livelli di BPA. I più alti livelli di BPA erano anche associati a concentrazioni di enzimi epatici clinicamente anormali.

Un più recente studio sull’argomento si è concentrato sugli effetti cardiaci, e ha scoperto che il BPA può mettere a rischio il futuro di ragazzi e bambini che, ad esempio, mangino cibo in scatola come i pelati. La lista di problemi associati al Bisfenolo A già includeva patologie come disturbi ormonali, asma, problemi comportamentali e obesità. Adesso questa ricerca aggiunge altri dubbi: la sostanza chimica incriminata potrebbe danneggiare le reni e il cuore di bambini e adolescenti. I risultati di queste ricerche risultano particolarmente preoccupanti se si pensa che siamo estremamente esposti a questa sostanza – una ricerca americana l’ha trovato nelle urine del 93% delle persone indagate – mentre uno studio pubblicato dal Journal of the American Medical Association ha messo in luce l’enorme quantità assimilata dal nostro corpo solo consumando cibo in scatola (tonno, pelati, zuppe…).

Inoltre l’attuale esposizione delle gestanti al bisfenolo A può essere una delle cause di quei difetti di mascolinizzazione ( come l’ipospadia e il criptorchismo) la cui frequenza è raddoppiata negli ultimi 40 anni. Secondo René Habert è anche possibile che il bisfenolo A contribuisca alla riduzione della produzione di liquido spermatico ed degli incrementi nell’incidenza di cancro testicolare degli adulti, osservato negli ultimi decenni.

Come riconoscere le plastiche contenenti BPA?

10423474-look-for-these-symbols-and-throw-out-plastics-marked-with-numbers-136-and-7 Evitate la plastica con i numeri 1, 3, 6 e 7; ed evitate le plastiche vecchie e senza riconoscimento.

Inoltre anche, se non chiaramente identificabile dall’esterno, il BPA è presente nella pellicola di protezione presente all’interno della latta (il rivestimento interno bianco), quindi evitate anche quelle.

In buona sostanza il vetro è comunque preferibile, sia alla plastica che al metallo.

 

 

 

 

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