Charlie Hebdo e il penoso buonismo dei non pensanti

Charlie Hebdo e il penoso buonismo dei non pensanti

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Il problema con i buoni sentimenti è che ci fanno sentire migliori e aumentano la nostra autostima. Il comico americano Louis CK in un suo spettacolo diceva, parafrasando: ogni volta che vado in aereo e vedo un militare penso di alzarmi dal mio posto di prima classe per cederlo a lui che va in guerra a rischiare la vita per noi. E nel pensarlo mi rendo conto di quanto sono buono e generoso anche se però so benissimo che non gli cederò mai il posto, ma già il fatto di averlo pensato mi fa stare bene.

Così succede con tutti quelli che accettano la visione delle cose proiettata in TV e nei giornali (quelli che vengono definiti mainstream ovvero “ufficiali”). Perché in questo modo, mettendo un cartello nel loro profilo di Facebook si sentono migliori. Come quelli che guardano un film sulla schiavitù e si sentono mossi dentro e un po’ si disprezzano come bianchi/europei e poi magari vanno alla manifestazione per i diritti degli immigrati. Certo non sanno che il commercio degli schiavi era interamente in mano agli ebrei e ai neri stessi. Non sanno che solo il 5% degli schiavi era posseduto dai bianchi, ma se i film (prodotti dagli ebrei) continuano a dirci che la schiavitù grava sulla coscienza dei bianchi allora va bene disprezzarsi.

Costoro non hanno la più pallida idea di cosa sta succedendo intorno a loro, non sanno assolutamente nulla. Perché in tutto questo buonismo i loro circuiti di analisi logica vengono completamente bypassati dai sentimenti. È esattamente quello che fa la pubblicità quando ci presenta un prodotto del quale non abbiamo bisogna ma che ci costerà diverse giornate di sudore per poterlo comprare. Se solo ci fermassimo a riflettere invece di comportarci come pecore.
Ma vuoi mettere avere l’ultimo iPhone? Se hai un iPhone tu acquisisci le caratteristiche del telefono, sei cool, sensuale, alla moda, tecnologico, Apple e tutte quelle cose che i Marketing Manager della Apple decidono facendo focus groups con i consumatori.

Poi ci sono quelli come Salva Mandarà che urlano al complotto. Certo Salvo che c’è un complotto e fai bene a dirlo, ma tu sei come un antivirus. La tua presenza in TV è solo per desensibilizzare i non pensanti. Così possono dire che c’è sempre qualcuno che grida al complotto. Poco importa se è vero. Perché vedi Salvo, come tu sai bene, andare a fondo nelle cose è molto più difficile che mettere un “Io sono Charlie” sulla propria scrivania. Veramente credete ci sia bisogno di un Salvo Mandarà che vi dica che si tratta di un complotto? Veramente credete che un terrorista va a fare un attentato portandosi dietro la carta d’identità? Veramente credete che dalle macerie dal crollo delle due più alte torri mai costruite si stato possibile rinvenire i passaporti dei dirottatori?

David Icke ha coniato l’espressione Problema-Reazione-Soluzione (anche detta dialettica hegeliana). A partire da un Problema (es: l’attentato), si attende una reazione dell’opinione pubblica, della massa, delle pecore (es: sdegno e terrore, Io sono Charlie!), si propone una Soluzione (a voi capire qual è).

Vi dico perché io non sono Charlie:
1) Perché la Francia non è un paese libero dove c’è libertà d’espressione. Charlie non è segno di libertà d’espressione. Se fai una vignetta sull’olocausto in Francia vai in prigione.
2) Perché la morte di queste persone, nonostante sia un episodio tragico, triste e doloroso per le loro famiglie non è neanche una scoreggetta di fronte ai morti in altre parti del mondo dei quali non saprete niente.
3) Tu eri l’obiettivo del attacco terroristico e la tua coscienza. Perché quest’attentato altro non è che il tentativo di manipolare TE affinché i punti segnati sulle agende dei potenti vengano contrassegnati come “fatto”.
4) Perché la maggior parte di quelli che dicono “Io sono Charlie” lo danno solo per sé stessi e per il proprio ego.
5) Perché ancora una volta sono riusciti a manipolare la maggioranza della popolazione, i pecoroni, i non pensanti, i sub-umani. E non so dire se il mio nemico è in effetti il mio nemico o quelli che lo appoggiano. In quanto questi sono troppo stupidi per capire che non è una pecora quella alla quale aprono la porta ma un lupo mascherato da pecora.

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