D&G, la famiglia gay e quella naturale

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Domenico Dolce in una intervista a Panorama ha detto: “tu nasci e hai un padre e una madre. O almeno dovrebbe essere così, per questo non mi convincono quelli che io chiamo i figli della chimica, i bambini sintetici. Uteri in affitto, semi scelti da un catalogo. E poi vai a spiegare a questi bambini chi è la madre. Procreare deve essere un atto d’amore”.

Per queste affermazioni Dolce & Gabbana sono stati attaccati pubblicamente tra l’altro da Elthon John e Courney Love (la vedova del defunto Kurt Cobain) al punto che hanno dovuto quasi ritrattare le loro esternazioni giustificandole come la loro visione privata.

Nel 2013 a seguito di una ricerca australiana il fattoquotidiano si affrettava a scrivere “I figli di coppie gay crescono anche meglio di quelli delle famiglie tradizionali […] sono alla pari con i loro coetanei per autostima, comportamento emozionale e tempo speso in compagnia dei genitori. Ma avrebbero una marcia in più rispetto alla media in tema di benessere complessivo e coesione familiare. I bambini figli di coppie omosessuali crescono altrettanto bene, e sotto alcuni aspetti meglio, rispetto a quelli che vivono nelle famiglie tradizionali”.

A seguito di questa ricerca un coro unanime di approvazione si levò per le famiglie gay. Tuttavia a leggere bene quella ricerca si viene a sapere che: il campione sul quale la ricerca era stato eseguito, quindi le persone che avevano partecipato, non erano state selezionate secondo un criterio casuale, a caso, ma avevano scelto loro di partecipare, volontariamente. Inoltre i dati del campione non vennero comparati solo con famiglie di genitori eterosessuali, ma con la popolazione generale, il che include famiglie single, famiglie di genitori divorziati o con figli adottati. I dati poi si scoprì vennero raccolti tramite questionari compilati dai genitori stessi, quindi hanno riportato quello che i genitori hanno voluto mostrare.

Tuttavia più recentemente un altro studio si è concluso, ma di questo non si è sentito parlare con lo stesso clamore, infatti il fatto quotidiano almeno nella versione online ha taciuto.

Scrivendo sul British Journal of Education, una rivista scientifica, il sociologo americano Paul Sullins ha concluso che i “problemi emotivi dei bambini cresciuti in famiglie gay sono il doppio di quelli di bambini con genitori etero”. Sullins ha quindi scritto che “non è più preciso affermare che nessuno studio ha trovato che i bambini di famiglie omosessuali sono più svantaggiati rispetto a quelli di famiglie con genitori etero”.

Questo studio si è basato su in campione 512 bambini con genitori dello stesso sesso. I dati sono stati presi direttamente dal censimento e ha indagato problemi emotivi, compresi comportamenti devianti, la depressione, i rapporti difficili con i coetanei, incapacità nel concentrarsi ecc.

Sullins scrive ancora: “La filiazione biologica distingue fortemente e in modo univoco i bambini con genitori di sesso opposto da quelli con genitori dello stesso sesso”. E conclude: “il vantaggio principale del matrimonio per i bambini, quindi, non e che tende a dare loro genitori migliori, ma che da loro i propri genitori.”

Ora l’etimologia della parola famiglia è: I membri della casa uniti da legami di sangue. Che ci piaccia o no, che siamo d’accordo o no, la famiglia ha a che fare con i legami di sangue. Che una persona gay possa amare qualcuno come un figlio non c’è dubbio, non ci piove.

Quindi il padre e la madre sono quelli che danno vita ai figli e formano così la famiglia. Le altre unioni per quanto fondate sull’amore e sul rispetto non sono famiglie. Infatti quando un bambino viene adottato la sua si chiama famiglia adottiva.

Inoltre a seguito delle esternazioni di Dolce e Gabbana sei adulti cresciuti in famiglie gay hanno scritto una lettera aperta di supporto agli stilisti nella quale si legge: “Ogni essere umano ha una madre e un padre, tagliare entrambi dalla vita di un bambino equivale a derubare il figlio di dignità, umanità, e uguaglianza”. Infatti tra i più ferventi critici della famiglia gay ci sono spesso proprio quelli cresciuti in famiglie gay.

Per concludere il punto non è tanto il diritto dei gay ad avere figli, diritto che per natura non hanno. Il punto più importante è se i nascituri hanno il diritto ad avere una famiglia naturale con una mamma e un papà.

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