VIDEO – Due o tre cose che ignoravi sul porno

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In Italia l’industria del porno ha un fatturato annuale che si aggira intorno a 520 milioni di euro. A quanto pare siamo secondi solo agli stati uniti sia per produzione che consumo.

Ci sono due tipi di problemi legati ad un consumo eccessivo o continuativo, il primo è la porn addiction ovvero la dipendenza da porno, che in tutto è per tutto è uguale alla dipendenza da cocaina, eroina o gioco d’azzardo, questo perché contrariamente a quanto si pensa la dipendenza non è determinata dall’oggetto della dipendenza.

Il secondo tipo di problema è legato alle disfuzioni sessuali ed erettili come l’eiaculazione precoce o prematura e la perdita dell’erezione durante il rapporto sessuale tanto per citarne alcune.

Una ricerca fatta al Max Plank Institute in Berlin ha mostrato che la parte del cervello coinvolta nella motivazione e nella gratificazione, quella che ci permette di fare delle cose in funzione del raggiungimento di un obiettivo, come dire seminare oggi per raccogliere domani, nel cervello di maschi dediti alla pornografia è ristretto. Quindi parliamo di danni che non coinvolgono solo la sfera sessuale. Anche se a ragion del vero non sappiamo se questa è una conseguenza o una causa.

Pensate che ci sono persone che spendono intere giornate e parlo di 8-10 ore, attaccati al computer a fare zapping di film porno.

Alcuni sostengono che non ci sono dati conclusivi per affermare che la pornografia da dipendenza, io vi chiedo: “potete smettere”? Se potete smettere diciamo per un mese avrete la vostra prova, ma fatelo non dite “io smetto quando voglio”.

Ora non voglio spaventare nessuno, non è che se uno guarda ogni tanto un porno sviluppa una disfuzione sessuale, ma se regolarmente vi masturbate vedendo porno, fate un reality check, ovvero un controllo della realtà. Come vanno le cose a letto?

Come abbiamo visto precedentemente una delle conseguenza del consumo di materiale pornografico è l’incapacità ad avere e mantenere una normale erezione durante il rapporto. Ancora più tristemente c’è una incapacità di un reale incontro nella relazione sessuale: perché la relazione sessuale non ha a che fare solo con la stimolazione visiva, ma anche con la connessione emotiva. La masturbazione è una strada a senso unico. Sei tu da solo con un computer, che per altro non ha sentimenti e quindi non ti ama.

Nell’uso di pornografia tutta la sessualità si limita e si concentra nel vedere e nell’auto-stimolazione dei propri genitali. Non c’è tensione, non c’è attesa, non c’è contatto. Mentre l’amore si fa in due, è un dialogo, ci vuole ascolto, connessione, condivisione, intimità. Un filmato invece porno mostra donne che non esistono, sia fisicamente che sessualmente.

Ora come ho detto nel mio precedente filmato la masturbazione può essere un surrogato al rapporto. Purtroppo molte donne si sentono completamente deresponsabilizzate, perché non avendo desiderio loro stesse vivono questa cosa come se fosse un problema esclusivo del proprio compagno, marito quello che è.

Tuttavia, una relazione può essere seriamente danneggiata dalla mancanza di una relazione fisica e peggio ancora se c’è di mezzo un uso massiccio di pornografia, quindi non è un solo problema del maschio ma di entrambi.

Che dire invece del fatto che la pornografia fa male anche a chi la fa? Non posso parlare per esperienza personale ma nel 2013 Vanessa Belmond, all’età di 25 anni lascia il mondo del porno e diventare una attivista contro la pornografia.

Successivamente lancia un sito http://antiponography.org per mettere insieme informazioni, fatti, ricerche e testimonianze contro la pornografia.

In breve quello che Vanessa riporta è una lunga lista di dolorose questioni legati al porno come per esempio quella relativa alla sicurezza e protezione da malattie che si possono contrarre sessualmente. Contrariamente all’opinione diffusa che il sesso sul set è sicuro Vanessa sostiene che è più che altro una questione di omertà.

Inoltre riporta che vi è un uso smodato di alcool e droghe con le ovvie deleterie conseguenze per la salute. I maschi per avere una maggiore performance e quindi durare di più. Le femmine per sopportare l’umiliazione, la violenza fisica e sessuale, per giunta facendo finta di provare piacere.

Vanessa riporta che molto spesso la violenza che si vede non è finta ma reale, e sia maschi che femmine provano dolore e vengono abusati sotto appunto l’effetto di droghe e che spesso devono correre all’ospedale per lacerazioni interne.

Molti ricorderanno il video porno di Sara Tommasi, anzi lo conoscono a memoria visto che “Sara Tommasi” è nella top 10 delle parole ricercate su google. Alcuni commentarono dicendo che la tommasi sembrava drogata. Ebbene la Tommasi era drogata.

Infatti in un articolo di Repubblica del 5 Luglio 2013 intitolato “Droga e violenza a Sara Tommasi, due arresti.” I due avrebbero commesso violenza sessuale con abuso di condizione di inferiorità psichica: secondo la Procura Sara Tommasi non era in grado di esprimere libero e consapevole consenso. […] la paura di un carriera finita l’ ha spinta a tornare nuovamente sul set: ancora pellicole hard. Scene di sesso multiplo, nelle immagini in cui la Tommasi quasi priva di sensi, veniva sorretta da altri per le braccia.

La verità è che fare porno per una donna ma anche per un uomo è una delle cose più disgustose e ributtanti che ci possano essere e l’uso di droghe è molto spesso l’unico modo per poterlo fare.

Una volta un mio conoscente aspirante regista, visitò un set hard e mi disse che l’odore di sudore e fluidi era ributtante.

Molti diranno “allora perché lo fanno”? Intanto chi siamo noi per giudicare, poi esistono molti motivi, ma sono sicuro che un minatore non ama il suo lavoro. Un netturbino che si deve svegliare alle 3 del mattino d’inverno per andare a raccogliere la tua mondezza non esce di casa pimpante.

Sul sito Vanessa elenca queste ragioni contro la pornografia:

  • La pornografia degrada e disumanizza le donne
  • Rende desiderabile lo stupro e l’abuso
  • Danneggia le relazioni e matrimoni e rende infedeltà desiderabile
  • Dipinge e raffigura le donne come sessualmente insaziabili
  • Crea insicurezze negli uomini e falsamente implica che un pene enorme è necessario per la soddisfazione sessuale delle donne
  • Rende la schiavitù sessuale desiderabile
  • Favorisce la sessualizzazione del bambino e dei giovani
  • Tollera il razzismo che altrimenti non è accettabile in altri media

Voglio concludere dicendo che ognuno è libero di fare ciò che vuole e io mai supporterei l’idea di vietare il porno. Però trovo perversa l’idea che consumare pornografia è una cosa desiderabile e che la masturbazione in generale è una bella cosa e fa bene e va celebrata.

Ultimamente poi i media stanno cercando di rendere desiderabile il consumo di porno da parte delle donne. Un articolo di D “la Repubblica”, di cioè dedicato alle Donne titola: “Donne e siti porno: ecco perché ci piacciono”. Il porno, come i sex toys, non è più un tabù. Per molte, anzi, diventa una piacevole abitudine, da gustare sole o in coppia.”

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