La dittatura cinese rimuove le chiese e le croci

La dittatura cinese rimuove le chiese e le croci

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Mentre noi europei parliamo di integrazione e discutiamo dove fare spazio per una nuova moschea, ancora più grande della precedente, come quella proposta a Barcellona, che se costruita servirà i 500.000 mussulmani che vivono nella città catalana e sarà la più grande d’Europa. Nella Repubblica popolare cinese, ovvero nella dittatura maoista come la chiama Grillo, è stato implementato, con la tipica ferocia del regime comunista, un programma di sradicamento delle attività religiose “abusive”, in altre parole tutti quei luoghi di culto non ritenuti a norma di legge, ovvero di gradimento al regime verranno demoliti. Così come facevano i nazisti in Europa durante l’epurazione degli ebrei.

Forse l’esempio più scioccante è venuto a fine aprile. Le autorità comuniste hanno chiesto la distruzione della Chiesa di Sanjiang. In risposta, oltre 1.000 fedeli si sono riuniti nella chiesa per proteggerla dalle squadre di demolizione del governo. La sezione locale del regime ha risposto con oltre 100 agenti SWAT armati e unità paramilitari prima di inviare i macchinari per radere al suolo la chiesa.

 

 

Nonostante gli attacchi del regime alle chiese, i fedeli rimangono ottimisti. Nel corso della storia della chiesa, la pressione dall’esterno ha solo fatto che il Vangelo si diffondesse di più. Questo è perché il Vangelo non è contenuto in una struttura visibile. Oggi possiamo avere le lacrime, ma vediamo un risveglio delle persone all’orizzonte. Ciò che vediamo non è la fine, ma una nuova strada che porta a una nuova porta.” Così ha commentato il pastore Yang Mushi sui social-media.

Il New York Times, ha ottenuto un documento ufficiale sulla campagna in corso. “La priorità è quella di rimuovere le croci in luoghi religiosi di attività su entrambi i lati delle autostrade, strade nazionali e autostrade provinciali“, dice il documento. Nel corso del tempo e in gruppi, abbattere le croci dai tetti e dalle facciate degli edifici.” Queste iniziative sono parte di una campagna per ridurre il profilo pubblico del cristianesimo e non imporre norme urbanistiche, rivela il Times. Solo i cristiani e le croci vengono presi di mira.

La verità è che il folle esperimento di ingegneria sociale che è oggi la Cina non prevede l’esistenza di culti religiosi che possano minare, nella vita delle persone, l’importanza e la centralità dello Stato. Un tiranno non può permettere che ci sia un Dio con più potere di sè.

Inoltre mentre noi europei ci domandiamo come possiamo fare per integrare altri culti e culture nella nostra tollerante e democratica società occidentale, e mentre rimuoviamo barriere e apriamo dialoghi con altri popoli, in altre parti del mondo troviamo persecuzioni degne dei crociati.

 

 

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