L’illusione della democrazia è l’illusione della scelta

L’illusione della democrazia è l’illusione della scelta

posted in: Blog, Notizie | 0

Durante la scorsa campagna elettorale, così come in quelle precedenti, dalla sfarzosa casa del grande fratello di Montecitorio abbiamo sentito parlare di male minore, nuove speranze, fantasmi del passato, attese deluse, vecchi saggi della politica, statisti avvizziti, radicali battaglieri, dittatori, estremisti, radicali, questioni morali, scelte economiche, ce lo impone l’Europa, gli investitori se lo aspettano, insomma una infinita valanga di parole vuote e senza senso.

Parole sotto le quali l’italiano medio soccombe, tra difficoltà economiche, sogni che dal cassetto sono passati nel cassonetto. L’Italia: un paese in transizione, dalla vecchia povertà alla nuova povertà; dalle case piccole, umili e vuote alle case piccole, umili e piene di cose inutili.

L’Italia non è mai stato un paese libero, solo ha avuto diverse illusioni di libertà. Ma oggi, nei dibattiti politici, in queste recite da teatrino, dove gli attori si prodigano in parti trite e ritrite, dove le parole sono vuote come le fabbriche abbandonate al nord, al centro e al sud, la parola libertà mai si sente pronunciare.

Un disinteresse da sopravvivenza, quando si nuova contro-corrente per non morire, non si ha tempo di pensare alla libertà.

Così l’italiano medio, stanco e vuoto, si auto-somministra dosi di propaganda elettorale così banali e facili da smascherare che viene voglia di dubitare di stare in un paese di ritardati mentali. Cosa faranno gli italiani alle prossime elezioni? Quello che hanno sempre fatto: le pecore, che lentamente, in modo scomposto tipico dell’italico bipede, entreranno nel recinto dove invece di essere marchiati, marchieranno un inutile pezzo di carta con un crocetta.

La chiamano democrazia. Una crocetta su un pezzetto di carta ogni cinque anni. La chiamano democrazia. E perché mai non dovrei chiamarvi ritardati mentali per non comprendere come il vostro gesto di democrazia non è mai servito a nulla, perché i cani dei potenti, i politici, se ne sono sempre fottuti del vostro voto. Perché ridurre la democrazia a una crocetta su un pezzetto di carta ogni cinque anni è come chiamarsi sportivi perché si guarda lo sport in tv.

Le elezioni sono li per darvi l’illusione di avere una scelta, ma la verità è che non abbiamo nessuna scelta mettendo una crocetta un po’ più in alto o in basso su un pezzo di carta. L’unica scelta che gli italiani hanno è se continuare a farsi governare dalle stesse bugie o prendere per mano la propria vita e divenirne responsabili. L’unica scelta è non votare. Finché gli italiani continueranno ad accettare l’offerta di mettere un inutile croce su un inutile pezzo di carta nulla cambierà. Perché per scoprire che questa classe politica non è più corrotta di quella di prima basta aprire qualunque decente libro di storia. Il voto non cambierà mai nulla, l’unico voto è quello che non si da. L’unico modo di smettere di foraggiare una classe di inutili faccendieri, politici, ladri e mignotte, ma non quelle che onestamente vendono il proprio corpo, bensì quelle che vendono il corpo degli altri, è quella di deleggittimarla, metterla a nudo.

Non c’è spazio nel seggio per quelli che non vogliono la TAV. Non c’è spazio per quelli che non vogliono le misure di austerità. Non c’è spazio per quelli che vogliono essere esseri umani sovrani di sé stessi, responsabili per sé stessi. Tutti mucche e pecore guidate dal cane di turno nel recinto del collettivismo dello Stato. Quello Stato che non darà mai quello che ha promesso, proprio come il diavolo.

E se pensate che il movimento a cinque stelle verrà a salvarvi dalla corruzione, siete ancora una volta degli illusi. Una cosa sbagliata non diventa giusta se la fa una persona integra o di buona volontà.

Leave a Reply